
Il mare è aperto
Velamare Open, o la voglia di spingersi lontano.
Oltre la vela lungocosta e più vicino all'orizzonte, verso il mare aperto. È l'altura, lunga traversata o regata che sia, quando la barca diventa il nostro mondo e intorno si vede solo blu. A bordo cambiano le priorità e le prospettive e la navigazione si pianifica scrupolosamente, analizzando ogni dettaglio.
La cambusa non è solo pappa ma un argomento di lezione, mentre la notte non è più solo nanna perché ci sono i turni di sonno e di veglia al timone e alle manovre.

Al tavolo da carteggio le cose si fanno un tantino più complicate, non c'è più la costa a dirci dove siamo e la consapevolezza della nostra posizione in ogni momento diventa una necessità: la bussola da rilevamento non serve più, a GPS spento si cerca il punto con il sestante e si entra nel mondo della navigazione astronomica, tra effemeridi e rette di sole.
Il mare ci insegna che alle onde e alle burrasche non si scappa, e adesso la cerata è sempre a portata di mano e la conoscenza del meteo va ben oltre l'interesse per la tintarella.

L'altura, insomma, ci insegna un'altra vela e un'altro modo di essere marinai e skipper. Più consapevoli e più cresciuti e di certo più liberi, con la prua che fa rotta verso l'orizzonte.
E, come ogni volta che si cresce, quanta fatica ma che soddisfazione!


























